Poesie, Aforismi, Haiku, Epigrafi e Acrostici







Fragilità


Accettare sol perché

intimamente

presente nell’essere


e respingere poiché

immensamente

distante nel valore,


atavico idillio

tra creatura

e sommo Creatore.









Epitafio


Prato virente,

sorprende per incanto,

il viandante.


Lapidi bianche,

sì come morte rende,

tutte identiche.


“Titolo” pio,

e per ignoto milite,

“Noto a Dio”.








Mercede


Giuso nel cuore

di Madre al seguito

al gran dolore


unico dono

per anima e corpo

il grande volo.









Riparo


Quel sol rifiuto

al gelo abbandonò

il ventre tuo.


L’amor reietto

al tempo raccomandò

il dolor suo.


Tutto l’affetto

al disgelo impegnò

il calor mio.










Disio


Graziosa stella,

sì lungi da te,

arde silente

nella rovente brace

l’anima mia,


mentre il corpo,

formosa falla,

brama sovente

per sospirata pace

la fonte tua.









Antilogia


Cuore di pietra

inetto ad amare,

stele di pietra

testimone del cuore.


Fiore di pietra

attinente al mare,

ramo di pietra

parvenza di vigore.









24 maggio



Buonora sì arrivò.

Erse la luce della

Ausiliatrice quella

tanto che lui venerò.


Ricordo una culla

in essa una stella

carica di sorriso

e un minuto viso.










Profusione



Mentre ti guardo

anco se stanca

radioso sguardo

il cuore branca


aroma di nardo

grand’abbondanza

rede al bardo

atta bastanza


zelo gagliardo

irta costanza

amor maliardo

Buona speranza.









Incapaci


Snaturate mani

negare vollero

al volo d’un Falco

varcare i cieli.


Eccidi inani

ostar non possono

tal novello stormo

a strappare i veli.


Illusi infami

credere devono

la morte d’un giusto

non tarpa le ali.










Certezza


A guida fida

abbandonarsi convien

per certa meta.


A madre brida

abbarbicarsi divien

via concreta.









Marina



A te attrai,

battima solitaria

e tanto rara.


In te vorrei

l’arida forma mia

rendere chiara.







Risveglio



Sciogli la mente

imo vogatore,

spento han le stelle


l’ ultimo bagliore

di un nuovo giorno

al primo chiarore.







Oblio



Solitudine

avvolta dai colori

fai mostra di te.


Gratitudine

persa tra gli ardori

celi il perché.







Immantinente,

tanti erbaggi spenti

e tu fulgente.







Ausilio sicuro



Smarrito figlio

orbato dal periglio

frangi la mora,


fidente ora

la prece tinta d’ostro

del “Padre nostro”.







Repulsione

 

Ascosa tutta ,

di falsità avvolta,

fai mostra di te.







Scampo



Fu quel bisbiglio

a discostarmi

dal terribile sbaglio

e a destarmi

dal fallace abbaglio.



A tal ventaglio

abbandonarsi

di malfido intruglio

è affidarsi

a sicuro sbaraglio.










Maggior doglia



Dalla salda faretra

della causa seconda

la sciagura terrena

se la mente travolge,



dalla fragile fiala

del libero arbitrio

la tragedia umana

sì il core infrange.






Tentazione



Chi sei lo dice

il suono del tuo detto

e il tuono del tuo atto.



Se sei chi dici

lo chiede chi ti tenta

e attende che ti penta.
 




 

Per un figlio

 

Qual genitore

scordar potrebbe

del primo sguardo

tutto l’incanto,

 

per debolezza

più che errore

quel procurato

lieve rimpianto,

 

per le sue prove

quando lontano

la notte silente

rotta dal pianto,

 

per le sue gioie

su ardue vette

la propria voce

per il suo canto?

 

 





Tricolore



Per la mente un segno

nel cuore un palpito,

per chi sente un pegno

sul labbro un cantico.


A questa terra patria

prato di abbondanza.

Alla cara Enotria

montagna di possanza.


Alla martire vera

persona di baldanza.

Son per chi li ammira

colori di speranza.









La stella 



Così va via 

mentre segue la scia 

tanto fulgente. 





Un Re singolare


Così venne l’Atteso

nel silenzio del gelo.

Stella del tenebrore,

non sole dell’albore.


In grotta cavernosa,

non in reggia sfarzosa.

Tra pastori credenti,

non tra noti potenti.


Redimere dal male,

non solo liberare.

Usar misericordia,

non cingersi di gloria.









Attesa


Son pochi giorni

a tanti mesi

con tema presi.


Son vari torni

di prece cresi

con fede resi.



 

 

 

 



Precibus et meritis


Augustae Trevisorum

Mediolani et filius,

Bono populi pastor

Regionis gubernator

Optimus in virtute

Sanctitatis exemplar

In caritate splendor

Universus orator,

Semper pro nobis ora.



 




 

 

Divina folgore





Bella sì e fedele

Accanto chi crudele

Recide il tuo capo.


Bruciato in un fiato

Anco sia colui al cui

Rinnegare ingrato

Amor non è bastato.

 








Plauso a 



La tua statura

Ancor esprime 

Una speranza 

Rimasta sola : 

Amor ognora.









Rivelazioni


Dai lembi crespi

del palmo della mano

i soli segni

della personalità.


Dai pochi gesti

del fondo dell’umano

i santi pegni

della generosità.










Filtri di vista 


Un cuore freddo 

attraverso un muro 

non vede niuno 

che lo comprende. 


Un cuore caldo 

attraverso il cielo 

vede qualcuno 

che lo attende. 









Età e felicità 


Fu quel negletto, 

allora giovinetto, 

dire al tempo: 

felicità attendo. 


Ti posso solo 

accompagnare 

sei solo tu che 

la devi cercare. 


Spero vederti 

a Lei abbracciato 

al tuo ennesimo 

anno suonato. 


A questa età 

lieto constato 

di non essermi 

affaticato. 


Non io, ma lei 

mi ha trovato 

e mi ha sempre 

accompagnato. 









Conoscenza 


Per pura ragion 

un semplice carpire 

l’apparenza 

della realtà. 


Per tutto l’amor 

un arduo affidarsi 

alla consistenza 

della deità.









Catarsi 


Il vacuo tutto 

riduce il mio spirto 

a vivere da guitto. 


Il sacro flutto 

ad una immersione 

nella liberazione.









Fiducia 



La barca fa acqua 

alla mia pasqua. 


Se il timor avanza 

e il presagio sfianca, 


la Sua presenza balza 

e dona la Speranza.









Santi 


Una umana 

immensa processione 

di ogni razza, 

ceto e istruzione, 


che da codesta terra, 

in vesti maculate 

dalla tribolazione, 


sino al sommo cielo, 

in quelle imbiancate 

dalla esaltazione, 


si dirige compatta 

della Misericordia 

alla sola sequela 

e Sua imitazione. 









Altare della Patria 



Dolor mi rende 

attraversar la storia 

su tante guerre. 



Ritornar e piangere 

su questa sacra ara 

un ignoto milite. 









Implorazione 



O proclamata Madre 

dell’Unico divino 

e che mai disdegnasti 

quello terreno, 



gli indicasti così 

dove donarti 

il suo smarrito cuore 

mutando per incanto 



l’arsura del sole in 

ombra del tuo candore, 

abbi immensa pietà 

della sua fragilità. 









La Fontana 


Vergine acqua 

di venustà stracolma, 


di sete tormentata 

ti cinge una torma, 


da aridi deserti 

che pellegrina torna. 










Colosseo 


Ti erse maestoso 
sul colle di Iseo, 

ti affidò al tempo 
sino al suo Torpeo, 

la mano dell’Urbe 
a gloria dell’Orbe.









Sensazioni

 

 Perdersi nel vacuo e

pugnare contro ogni

sentore di doglianza,

il buio a bastanza.

 

Trovarsi in un borgo

e riveder l’azzurro,

foriero di speranza,

il lucore avanza.










Naùpaktos 


Laddove mancò 
la potenza navale 


ivi prevalse 
l’ausilio celeste.








Conseguenza 


Al noto Aquinate, 

che disse: “Pax est 

tranquillitas ordinis”, 

il contadino annuì: 


“Pria aro l’ingiustizia 

e ordino il campo, 


poi semino la giustizia 

per mietere la pace.”







Deterioramento 


Giubilo allora, 

una madre si desta 

per libertà donare 

al fin di coabitare. 


Mestizia ora, 

un figlio si appresta 

sempre a litigare 

al fin di primeggiare.







Contrapposizione 


O stolta creatura, 

nella tua esiguità 

pretendi separare. 


il sapiente Creatore, 

nella sua immensità 

predilige unire.   







11 settembre 


Pura follia 

e crollo esiziale, 

come obliare? 






Rivolto al lago 


Sulla tua culla 

non sol vaghezza 

allor mi punse, 

ma l’estro anco. 


Nella mia mente 

non solo canto 

ognor mi nacque, 

ma amor tanto. 






Di fronte: il passato 


Un dì non lontano 

di quel Grazzano 

varcato l’uscio, 

la sola quiete 

la man mi prese 


e all’antico Evo 

transir mi fece 

per udir dopo tanto 

dei “can da la bissa” 

l’ululato stanco 


e della nota 

piccola Aloisa, 

dal tradimento 

a morte ferita, 

il grido affranto. 


Poscia per ore 

Il borgo e il 

suo castello 

tutto perlustrai, 

un Visconti mai. 


Solo simili a me 

meravigliati assai 

di ritrovarsi 

dopo secoli 

a viver come sai. 






Tanto piccola, 

ma per l’Immenso 

solo unica. 






L’albero della vita 


Fatalmente diretto 

alla suprema vampa 

e per certo costretto 

ad annientar la rampa. 


Finalmente eletto 

al soffio della Sfera 

a ritornar per sempre 

quello che era. 






Animo vago 

il lago m’attende 

e Bella s’en va. 






Imperitura prece 


La terra trema 

senza lasciar che 

pietra su pietra 

resti ancora: 


è il maligno, 

che una notte cupa, 

viene a sorprendere 

chi ben riposa. 


Signore, stringi 

chi l’alma ti ridona. 

La tua pietà ascolti 

chi ti implora, 


e risani chi 

in questa “valle 

di lacrime” 

si risveglia ognora. 






Una città che muore 


Illustre e vetusto 

insediamento, 

sempre fulgente 

di più bianco candore. 


Oggi conteso 

da soverchie fazioni 

e lacerato 

da troppe esplosioni. 


Dov’è allora 

dei grandi la ragione, 

del disumano l’orrore? 

E’ solo dei giusti 

Il gran dolore. 


Loro sì impotenti, 

non certo ai potenti, 

affidano il cuore, 

ma a un miracolo 

di semplice Amore. 






Coscienza 


Se attrizione 

solo timore 

per una punizione, 


la contrizione 

puro dolore 

per una defezione. 






Ad ogni età 


Ai presti anni 

per i mari errare 

cagion d’affanni. 


A quello lento 

lo spirto riparare 

ragion di senno. 





Notte fulgente 


Solitudine 

e melodia del mare 

indubbie rimembranze 


e vane ricordanze 

al chiarore lunare 

finitudine. 






Antidoti e conforti 


Di ogni prora 

il dritto e la ruota, 

ciascuna vita 

vigore e fatica. 


Per l’avversione 

tanta sopportazione, 

beata speme 

sia attesa che fede. 






Magia a Milano 



Nella cinta strano,

sostare all’ombra

di un casermone

la vita rinfranca.



Nel centro raro,

ire tra le membra

della congestione

lo spirto affranca.



Nel cuore certo,

giungere all’ara

di tutti magione

il cielo spalanca.









Conseguenza 


Se Agostino disse 

che “non s’ ama se 

non ciò che si conosce” 

Aurelio poi soggiunse 


che conoscere 

In una guisa 

completamente nuova 


Induce ad amare 

In tale guisa 

radicalmente nuova. 






Virtus 


Recte agere 

humanum est, 


perseverare autem 

in bonis operibus 

divinum. 






Intenso legame 


Anche a Milano 

un fior non cresce invano 

e colora e profuma il pensiero 

d’ogni attento emisfero 


di chi va lontano, 

ma non vi torna invano 

e ancora un amorevole sguardo 

a lei elargisce gagliardo. 






Diletta 


Nel volteggiare 

la tua possanza, 

nell’esultare 

la tua baldanza, 


nell’incantare 

la tua costanza, 

per chi t’ ammira 

ogni speranza. 






Rinuncia 


La festa non è 

ancora terminata, 

niuna assenza. 


La gioia resta 

alquanto incompleta 

se l’occorrenza 


alla rinuncia porta 

della cara amica 

alla gentil presenza. 






Un anno in più 


Dato che non mi mandano in pensione, 

ormai oggetto della mia aspirazione, 

sono ancora qui in mezzo a voi, 

come altre volte è stato tra di noi, 


a festeggiare il mio compleanno 

con il piacere che vince l’affanno. 

Allora al bando e che festa sia, 

val meno il sospiro dell’allegria.







Una donna fatale 


Vagante per il mondo, 

un dì per caso, 

il tuo volto ho trovato. 


Giubilante per sogno, 

quello per fato, 

il tuo vello ho blandito. 


Guizzante per desio, 

vario per tanto, 

la tua pelle ho sfiorato. 


Errante per oblio, 

tale per iato, 

la tua luce ho smarrito.   
 


 

  

Sorprendente mutazione 


Che sorpresa sia, venusta e bella. 

La dolce attesa sta per terminare 

e più dolce presenza ad arrivare. 


Una deliziosa giovine pulcella, 

pensata a rimanere sempre quella, 

più deliziosa mamma a diventare. 






Perdita 


Per lungo tempo indugiato 

e troppe volte rifiutato. 

Or l’assenza del suo amore 

alimenta il tuo dolore. 


Così hai aperto la porta 

del tuo ermetico cuore, 

però il verace amato 

è ormai per sempre andato. 






Pane eucaristico 


A Colui che oggi vuol nutrire 

il tuo inappagabile cuore 


non saprai dare diverso nome 

se non quello di vero Amore.






Inattesa venia 


Da sé esiliato

per essersi arreso

piangere per dolore.


Da lei richiamato

chi aveva perduto

piangere per amore.






Coerenza


E sarà festa 

nel giovin core

sol se lieta sorpresa,

dopo strenua attesa,


dal magico cilindro,

non del diletto

ma della necessità,

finalmente sortirà.






Volontà


Superar ignoranza

e vincer le passioni,

due grandi ostacoli

e due ardue azioni,


nell’unico sentiero

per raggiungere

della felicità

il solido maniero.







Buon auspicio 


Ora, e sia per sempre, 

quel deleterio flutto 


che ormai l’uomo, 

di libertà orbato, 


avea reso affranto 

si è infranto.






Milano mia, 

dal Naviglio riflessa, 

sempre armonia. 






Liberazione


Se prima il coraggio

di staccarsi dal muro

delle tribolazioni,


dopo la gioia

di guatare il cielo

della Speranza.






Incantesimo


Quando il corpicino veli

di morbida seta ornato,


per di più se lo accompagni

da uno sguardo incantato,


fatalmente stregato rendi

chi per caso ti ha guardato.






Diletto 


Nel remigare 

la tua possanza, 


nell’esultare 

la tua baldanza 


son per chi ti ammira 

ogni speranza. 






Paradosso 


Imprigionarsi 

spinto dall’amore, 

lieto il cuore, 


se liberarsi 

spinto dal rancore 

solo dolore. 






L’ultimo viaggio 


Al grido dei gabbiani 

che destò dall’attesa, 

quel dì la quiete, 

vinto ogni dolore, 

rapì il cuore 


e lo affidò 

a tal novello mare 

che, privo d’orizzonte, 

tutti in Tutto 

fa naufragare. 






Incanto 


Portentoso canto di conchiglia 

e l’attenzione cede al fascino 

per saporosa visione di te. 


Fantastico concerto dei sensi, 

e l'estasi cede all'ebbrezza 

per vigorosa fragranza di te.






Recondito sacello 


Infine scorsi, 

tra tinta fitta 

efflorescenza, 

una solinga 

sperata ara. 


Lì per mia prece 

immantinente 

sola cogliere 

e al Vivente 

proba elargire. 






Rimedio 


Abbandonarsi 

del flusso al turbine, 

le pene all’argine, 

sana il core.






Il dono di sè


Ad altri dare

ciò che abbiamo

è poca cosa 

se un pò di noi 

non ci uniamo,


sino a farlo 

veramente se 

tutto noi diamo.

A Chi oggi è

stato tradito,


e solo perché 

ci ha amato

per noi in cibo 

si è donato,


che cosa siamo 

stati capaci 

di aver fatto

se non sempre 

questo suo dono 

contraccambiato,


perfino troppo 

spesso rifiutato?

Questo giovedì 

ci attende per

averlo rimediato.





Lemà sabactàni


Riecheggia ancora

la risposta di allora

d’un apocalittico cielo

all’ultimo fiato

nell’idioma parlato

da un Dio fatto uomo.


Più che la sofferenza 

fu prima l’abbandono

di un Padre Onnipotente

costretto dal Richiedente

agli inferi far scendere

un Dio fatto uomo.


Dove ardere con sé

tutti gli amari perché

con cui, fino alla fine, 

la moltitudine di figli

avrebbe afflitto il Padre

di un Dio fatto uomo.


Evviva la Rinascita 

pria del Primogenito

poscia di coloro che

Gli doneranno il cuore.

Quale maggior amore 

per un Dio fatto uomo?






Supplica


Effimere finalità

offuscan la libertà

e quante impurità

crogiolan la volontà!


Aiutami, Signore,

per tua compassione a

purificar lo còre

col foco dell’amore!






Portento 

La loro gioia
sorprende abbracciati

un distrutto suolo
e un mesto cielo. 





Soluzione 


Potrà il mare tollerare

la paura di amare?


Il tratto, ormai colmato,

ogni speme aveva negato.






Perfezionamento


Monte barocco,

un mentore diletto,

uomo perfetto.



Nuova montagna,

un Maestro sicuro,

santo venturo.






Ciò che resta


Gli anni passano
le fattezze cambiano.

Ciò che resta,
anzi aumenta,

per l'unica prole
è solo amore!






Desiderio


Nell’uomo è innato

un desio infinito.


Tanti inetti

al suo fiato

finchè lo esaurirà

Un singolo amato.






Un Bimbo eccezionale


Perché tutti accorrono, nonnino?

Niun altro è nato che un bambino.

Siamo pastori e nullatenenti

come potremo offrire presenti?


Trattasi di un pargolo speciale,

non come altri, è sé a donare.

Lo voglio per sempre e solo per me,

dimmi che possibilità mai c’è?


Camminerai lungo tutta la vita

indi salirai su un irto monte

per ritrovarlo grande e raggiante.


Pria di gioire per aver terminato

chiaro ti balenerà alla mente: 

tutto quel Natale è iniziato!






Un dì il cuore

gli è stato trafitto

per tuo amore.









Un Esule divino


D’amor mosso e dal cielo disceso,

sin dal grembo materno pellegrino,

in povera grotta alla luce venire

dalla sua casa costretto a partire.


Attraverso il deserto dovuto fuggire

per cruda persecuzione certo evitare.

Poca accoglienza poi aver trovato

e per dura passione al cielo ritornato.


Scossi da terrore da lontano partiti

e sin dall’inizio del viaggio tribolati,

in orrendi barconi costretti a stivare

per periglioso mar poter attraversare.


Sicura disperazione illusi di schivare,

enorme sofferenza dovuta sopportare

pur di esser a nuova vita riabilitati

e finalmente alla felicità ritornati.


Tra tanti di loro, puerpere e bambini,

al termine il fato ha trovato così vicini, 

uno sconosciuto Precursore del viaggio

lì ad attenderli per l’ultimo abbraccio.






Un fiore d’inverno 


Il più bel fiore mai avvistato

come per incanto sulla neve ho trovato 


e, anche se il mio irresistibile desiderio 

di coglierlo il fato ha sempre negato,


un prodigio di certo si è avverato

per me l’inverno in primavera è mutato. 






Un giorno importante 


Un sopraluogo di un’ora 

a nave “azzurra” da allora, 

fatta apposta per navigare 

nel mare dell’imparare. 


Fornita del necessario 

tanti compagni di viaggio 

e due esperti capitani 

pronti a dare le mani. 


Una capibile nostalgia 

scopre qualche lacrima: 

abitudini da cambiare 

per il mare affrontare. 


“Ritornerai al vascello?” 

Le viene domandato e 

Beatrice riponde: 

“Ormai ho iniziato”. 






Un nome, un augurio


Adito solo

a vita nuova,

salvata, tu salverai.


Lesta accorri

per ritrovar la luce

e tu illuminerai.


Sia oggi festa

in ogni dove perché,

amata, tu amerai.






Un numero magico


Son ben trentanove,

un tre e tre volte tre,

che ci vedono ogni dove.


Primo un figlio io e te.

Secondo una figlia lui e lei.

Terzo, dove sei?


Nascosto, ma di certo

segui ogni nostro verso.

Ti chiamano destino,

per noi sei Uno e Trino.






Un sagace giocatore 


Era nato semplice contadino 

ma sapeva già di straordinario, 

l’avevan chiamato Giovannino 

rivelando il suo itinerario. 


E’ rimasto sempre un ragazzino 

per confondersi così con il vicino 

e per renderlo assai soddisfatto 

gli proponeva codesto baratto: 


avrebbe donato tutto se stesso, 

per un amore talmente profondo 

sino a consumarlo fino in fondo, 


in cambio di un ben arduo impegno 

abbandonare ogni vano regno 

e conservare integra l’alma. 






Preghiera


Agita le mani,

disperdi le forze

per avvistamenti vani

e nel fragore non vedrai

i “grandi” della terra.


Congiungi gli arti,

raccogli lo spirito

per voli liberi e alti 

e nel silenzio parlerai

con il Sommo del cielo.






Prendi un libro

e per ignota meta

subito vola.






Pretesa


Orbo di brama

Il desir vola,

niun lo consola,


ma per fortuna,

colma di luna,

ascosa ti trovò.






Prodigio d’Amore


Amare,

fino ad assaporare,

la Vita che già è.


Se la limitatezza

di questo giorno

vela,


la Misericordia

il nuovo giorno

svela.








Profugo



Fuggito via,

senza magione,

Il tuo cuor errante va.



Di tale algia

nella ragione,

la tua sola forza sta.






Profumo di te


In vivida e fresca natura

prorompe tutta la tua bellezza 

e affascina chi ti contempla.


Fantastico concerto dei sensi,

e l'estasi cede all'ebbrezza

per vigorosa fragranza di te!






Promessa 


Lento, ma certo cala il vespero

e scorge un pargoletto querulo,

orbato ormai della panacea,

in riva al mare di Galilea.


“Mio Signore, sono disperato

hanno atrocemente giustiziato

l’uomo che sapeva ascoltare,

comprendermi e sempre perdonare.


Lo potessi un istante rivedere,

e con tutto lo slancio abbracciare”.

“Ecco ora puoi finalmente farlo,


quell’uomo son Io che ti parlo,

non ti avrei mai abbandonato e,

come promesso, sono ritornato.






Promessa di un Neonato


Speranza contro ogni speranza

adesione contro ogni scelta.

Un semplice “sì”

per un immenso dono.

Atto di puro Amore

alla vita chiamare.


Come ricambiare?

“Mamma, a te tanto dolore,

ma a tutti gli altri

la possibilità di ritrovare

Chi han perduto

per non aver saputo Amare.”







Pura follia 

e il vento solare 

come obliare? 







Quando la notte 

Alla donna il volo, 

il giorno osa.







Sciogli parole,

cureranno ogni male

a chi sa spiare.







Quando lo sguardo

penetra nella testa

il cuore pulsa.













Richiamo d’amore


Delicatezza di un volto celato 

e semplicità di un gesto velato, 


unite al vigore delle sensazioni 

e la profondità delle emozioni, 


se promanate dal corpo di signore

vivificato dalla potenza dell’amore.




Oggi è il giorno


del Bambino nato.

Re dei re nunziato

se sapienti Magi

l’hanno adorato.


Di chi ha trovato

perché ha cercato.

Di chi ha creduto

perché ha amato.


Di chi ha seguito

un astro ignoto

per giungere a chi

al cuor è noto.


Di chi è partito

e non ritornato

prima di essere

a fondo mutato.

 

 





Ricordi e desideri


Sol la notte riveggo

le sue chiare sembianze

se al sogno il chieggo,


le rimembranze

arrese ormai,

il disio giammai.







Riguardo alla Beltà


Desiderata venustà,

la tua fragile ampolla

manipolar con cura


e il tuo inebriante aroma

prelevar con parsimonia

convien, per certo averti


a lungo conservata

e molto assaporata.







Rimembro


La gioia

di riparar lo spirto

in caduca magione

su terra antica


lesta mutare

in disio

di spiccare il volo

per eterna stagione

su cielo nuovo.







Ritorno


Qual suono di tuba

desta i soldati

sì ogni ritorno

audaci turbe,


da tempo lenite,

al detto di mente

ingiustificate,

ancor più furbe.







Rivolto a Venezia


Da quella Perla

le sacre spoglie volle

questa Signora.







Rivolto al mare


Nel tempo, mobile per scelta,

per avermi negato per anni

gli affetti più cari ti avevo odiato.


Dopo, immobile per fato,

per avermi restituito per sempre

quanto perduto ti ho amato.







Rolihlahla


Indomito, ma a capo chino, affrontare

delle avversità l’interminabile mare.


Nato provocatore di guai, riconoscere

del proprio errore tutto il danno e,

a sua insaputa, certamente essere

di un prodigio il principale artefice.


Un nuovo arcobaleno far sorgere

che cancelli delle ingiustizie l’onta e

a chi soffre la speranza possa ridare,

è questa la grandezza da considerare. 







Rosso di sera

di festa presagio per

solo amore.







Sconosciuto


“Se quello esteriore è un libro 

e coloro che non viaggiano 

ne leggono solo una pagina”, 

tanto più il mondo interiore 

per quelli che non vi entrano.







Seduzione


La sincerità

del linguaggio del corpo,


non l’ipocrisia

d’un lessico adorno,


sancisce la riuscita

d’ogni partita.







Segreto coniugio


Indelebile vespero d’agosto

testimone di così grande stretta

tra pescatore e di marina soldato

fatti incontrare dall’isoletta.


Erede del primo porto romano

ed esule da quello più noto

riscoprono nel venti lontano

delle loro città amore ignoto.


Chersonissos proferiva in dote

le sue assai note olive

e le sue mielate carrubbe


e Alexandria contraccambiava

con il suo ben famoso cotone

e le sue candide sane cipolle.







Senza età


Gli anni decisamente passano 

e le fatttezze forse cambiano,

ma il più mite e bel sorriso,

un dì per caso incontrato

e che la vita certo mi ha mutato,

sempre sul tuo volto ho ritrovato.


E se, come si suol dire,

gli occhi son specchio del cuore

guardandoli ancor oggi

son certo del tuo grande amore.







Singularis Sponsor


Aeternum gaudium

vere spondet omnibus


Omnipotens peramans

amorem hominum omnium.







Solitudine


Solitudine 

e melodia del mare

certo obliare.









A cangià vita

niun m’accompagnava

solo il mare.








Sorpresa e conferma


Un divus Thomas,

in exitus vitae accorgersi,

a specular il minimo del Massimo,

la sua scienza aver dedicato.


Tanti miseri homines,

in tarda vita avvedersi,

a scrutar il massimo del minimo,

la lor nescienza aver usato. 







Speme


Dopo il sorgere del giorno

smarrirsi in un labirinto 

che ti spinge lontano e


prima che si faccia sera

ritrovarsi in una luce 

che ti apre le braccia.







Speranza del navigante solitario


le tumultuose onde del tempo

indotto continuamente a scavalcare,

navigando di isola in isola

niun appagamento duraturo a sostare.


Solo un’esile e discontinua Voce

l’unica rotta sicura a rappresentare,

la difficoltà a riconoscerla

e di svuotarsi dentro per ascoltare.


La fatica per seguirla fedelmente

il fragile timone della libertà a governare,

la fiducia crescente, ultimato il viaggio,

a porto di stabile Felicità nell’ approdare.







Storie dimenticate


Reduce dal disfacimento,

dalla perdita dell’amico

e dall’orrore della fame

ho visto il pianto sul viso

di un bimbo grondare.


Accolta a braccia aperte

in un enorme campo,

dello stretto necessario

e di sola speme ornato,

ho visto il sorriso sul volto

di una bimba riaffiorare.







Tanto dondola

sì gli amanti stringe

atta gondola.







Tenera età,

di responsabilità

sentito senso.







Tra muro e cielo


Veder persone e cose 

attraverso l’opacità di un muro

piuttosto che la limpidezza del cielo,

è voler cercare la felicità là dove non c’è.







Un dì il cuore,

errabondo per ore,

trovò il sole.







Tutto e Solo per Amore


Perduta lo Sposo avea la sua amata,

nel baratro senza ritorno precipitata,

per averlo imperdonabilmente tradito

e così il suo giorno per sempre finito.


Da sconfinato Amore mosso l’ha cercata,

tra indicibili pene raggiunta, riabbracciata

e per mano in superficie riaccompagnata

di novo giorno a rivedere l’alba insperata.







Quando l’età migliora


Il tempo rende noto

sulla donna il postulato.

A guisa della frutta

progressione perfetta.


Pria rigida e acerba

ancor tanto aspra e

in apparenza più bella.


Poscia morbida e matura

mai così dolce e

in sostanza più buona.







L’incontro


Quel giorno di marzo

sul Ponte dei Mille

un uomo attendeva

del figlio il ritorno


spinto lì dal conforto,

senza nulla sapere,

dei prodigi inattesi

dell’amore di un padre,

era mio padre.







Liberazione


Se prima il coraggio

di staccarsi dalla roccia

delle tribolazioni,


dopo la gioia

di volare verso il cielo

della Speranza.







Luce


E’ la Luce che 

ti porge la mano 

e ti conduce lontano 


fino al termine 

di ogni percorso, 

pur faticoso e strano, 


ma certamente agognato 

nel più profondo arcano.







Lungi la mora,

libertà m’attende,

cielo ignora.







Malia


In ultima dimora di Minosse,

dove Storia con Leggenda confonde,

infine spinto da antica brama

a saper i segreti della trama.


Altro verso ispirò l’afflato

per ciò che lo aveva ammaliato:

terra imenea mai deflorata

a mirifico mar sempre abbracciata.


Al peregrin silenzio dell’umano

seguì di colori solo tripudio

mentre di suoni unico concerto.


In su lo sguardo contro il cielo

scorsi l’Artista del capolavoro

da secoli lì per darmi il dono.







Mamma


dando alla luce un secondo figlio 

gettasti un’ulteriore solida ancora 

di sicurezza contro ogni periglio,


ma soprattutto di grande amore, 

nel mutevole e perciò affascinante 

mare della tua vita e del tuo cuore!







Meglio servire,

il bambino insegna,

che attendere.







Mentre irruente

scorre simil torrente,

il cuore duole.







Meraviglia della vita


L’ombra della notte svanisce

per repentina luce che rifulge

e per incanto diventa reale

ogni desiderio di incontrare.


Già unite mano nella mano

in virtù di un amore arcano,

immagine di un unico giorno

che unisce l’alba al tramonto.







Meritato fio


Il cielo

per un giorno che spegne

non nasconde il rossore.


La disattenzione

per un amore che distrugge

non sfugge al dolore.







Metamorfosi ad Abu Quir


Canto un dodicenne promosso a generale

tanti infanti su due fronti per saper schierare

a far riviver la terribile e gloriosa battaglia

tra Napoleone e Nelson in tal famosa rada

che, teatro di grandi gesta, alla Storia aggrada.


Smisurata grinta ed illimitato entusiasmo,

per sole spade di legno e berretti di carta,

ma un massiccio forte sul mare per l’uno,

tanti cannoni insabbiati su dune per l’altro

e veri cavalli a chi non disdice lo spasmo.


Uno squillo di tromba da inizio alla pugna:

un enorme boato ed una cortina di fumo

nasconder vorrebbero gli inevitabili scontri

e le orde di corsieri infuriati affrontarsi,

poi magicamente nel silenzio tutto svanisce.


Inattesa su splendido ed imponente destriero,

dal corpo voluttuoso, una candida pulcella

muover armoniosamente anche e far baciare

le proprie natiche e il dorso dell’animale

in danza sensuale che ben presto scompare.


Mai più nella mente dell’adolescente

che depone armi, gradi e potere

per dar spazio dei sensi al piacere

e tutto quell’ardore nel partire con Marte

ora lo accompagna ad Eros in ogni parte.







In attesa del

Bambino che si dona

mondo in festa.







Natale


Un Bambino attende

il tuo amore...


Per poterti riabbracciare

al centro del tempo 


e nel più recondito luogo

si è fatto fragile creatura.







Naturale


Dall’inutile

che respinge

e ostacola


al prezioso

che disseta

e ristora.







Nauta negletto,

il tuo pianeta brucia,

era perfetto.







Necessità


Bella qual sole

dai tuoi rai colpito,

al freddo smarrito

restare potrò?


Il tempo voli

il cielo rischiari

e tutti i rari

sollievi avrò.







Negli occhi di mia madre


Avrei voluto cancellare

quel sofferto verso

di tutta una vita custode

del tuo unico rimpianto


quando tu, madre,

già canuta e stanca,

nell’udirlo declamare

non trattenesti le lacrime


e rimanesti ferma a pensare

del tuo primo figlio

alle doglie del parto,


di lui, unico sostegno,

ai continui dispiaceri

e, tuo malgrado,

al prematuro distacco.


Ricordasti pure

la gioia dell’attesa,

tutto il suo tenero amore 

racchiuso nell’abbraccio,


le continue cure

per crescerlo sano e

le preghiere gridate invano.


Ora, avendolo di fronte,

ormai fragile e indifesa,

ma umile e coraggiosa, 

non proferendo parola,

chiedesti il suo perdono.














Nessun dolore,

delizia di amore,

al prediletto.







Nodo in gola

il vuoto emoziona

e solo ricci.







Amabilità


Non giovinezza,

in te Amore amo,

e non bellezza.







Non solo impegno, il segreto.


Tanti anni da quella decisione:

una festa senza interruzione,

ospite genitore e nonnina,

dove oggi figlio e nipotina.


Quando tu afflitta ed io silente

non rinunci se riesco esultante;

io, attratto forse dall’altrui malia,

non recedo solo per la tua magia.


Che importa se nel volersi bene

un tempo dominava la pulsione

mentre oggi prevale affezione?


Per durare nella mutua impresa

un sol presupposto è importante:

che la Sua presenza sia costante.







Nostalgia


Desiderio di una terra ormai lontana

conosciuta ancor prima per fama

“Lubnaan min ajmal bilaadi’l ard”

e raggiunta da uno sperduto giovinetto

una volta lasciato il delta e il suo deserto.


Di un’oasi paradisiaca convien parlare

percorsa da una canuta dorsale

del cui bianco latte il nome rimane,

più volte arrossato dal sangue

di innumerevoli martiri che permane.


Da torrenti vigorosi solcata,

cascati da cavernose sorgenti

al centro di ritte pareti di roccia situate,

frutti di proporzioni, colori e sapori,

nonché profumi, mai più incontrati.


Piante colossali di diritto blasonate

per aver sfidato tempo e persecuzioni;

cieli apocalittici su mari di nuvole 

scrutati da cime di aura divina pervase

nel vuoto eremo di Annaya sospirate.







Notte in rosso

alla festa del Bimbo

puro Amore.







Ode alla nipote


Nella primavera della vita

ti avevo davvero cercata,

graziosa sì ti immaginavo

e nella mente bramata.


Con il trascorrere degli anni

forse ti avevo obliata

perciò tu in sogno apparivi

per non essere dimenticata.


In pieno autunno della vita

ti ho finalmente ritrovata

nella realtà tanto più bella

da essere assai benamata.


Dal giorno che ti sei presentata

la stagione è così volata

che questi trascorsi quattro anni

son parsi una sola giornata.







Oggi è il giorno 


del Bambino nato,

perchè rivelato,

da sapienti Magi

bene onorato.


Di chi ha trovato

perché ha cercato.

Di chi ha creduto

perché ha amato.


Di chi ha seguito 

una rara stella

spinto dal timore

d’ogni tenebrore.


Di chi è partito

e non ritornato

prima di essere

a fondo cambiato.







Ognor minimo,

alla tua vastità

mi abbandono.







Oltre la vita


Sempervirens,

non raggio pietrificato 

di un dio chiamato Ra,


ma obelisco vivente

per ogni mortale 

che brami sconfinare 

al di là del sole.







La Palma della Vittoria


Palma, 

qui sub pondere crescis,


come dalla morte

per il parto dei tuoi frutti

la Rinascita,


così dalla sconfitta

per l’umiliazione del martirio

la Vittoria.








Pasqua


Quello che dalla schiavitù alla libertà

fu un tempo per altri il passaggio,


oggi per noi di nuova Vita

incommensurabile dono.








Pensieri e ricordi


Un paese di montagna: 

un bambino, 

molte privazioni. 


Un campo di raccolta: 

un ragazzo, 

tante sofferenze. 


Una grande città: 

un giovane, 

forte volontà di fare. 


Una bella famiglia: 

uno sposo e un padre, 

tutto l’affetto. 


Un forno: 

un uomo, 

tanta fatica. 


Attorniato dalla gente: 

era lui, 

un cuore così grande.







L’autunno fa

perdere un amico

per l’ignoto.







Personalità


Ogni bambino

unica proclività,


mai per tua utilità

la nociva virata

dal suo cammino.







Poesia


E’ ciò che sta 

nascosto nell’anima


a spingere la mente 

ad esprimersi così.







Il dono della maternità


Ancor vivo il ricordo

di quel festoso giorno

quando la promessa di fedeltà

vien ripagata con il dono della maternità


riscosso solo dopo lungo viaggio

intrapreso insieme e con tanto coraggio

non disdicendo qualche dolore

ma sicuramente con immenso amore.


Oggi sì è un gran giorno

per chi ha sospirato il vostro ritorno

non più soli ma con Beatrice,

è proprio il giorno dell’Ausiliatrice.








Il lago e la sua quiete


Nella mente nascono,

al ritmo del lento cader 

delle foglie ai suoi bordi,


e sulla sua distesa si dissolvono,

al tempo del perdurar della quiete,

dolcissimi ricordi.







Il mare nel mio destino


Quei leggendari mari,

dalla Fanciullezza raccontati

per bocca di padre nei brevi scali,


resi un tempo così amari

dalla Giovinezza , giammai vissuta,

per l’abbandono degli affetti cari,


son ora per le uniche Mari,

dalla Virilità fatalmente trasformati

in immensi amori.







Il miglior modo

di vivere il mare

è navigare.








Il mondo dei colori


L’amor è candido

se l’impeto rapido,


per ogni esitazione

la trasformazione:


il bianco in tanti colori

la vita in gioie e dolori.







Il nome “Maria”


Dalla modestia di

“goccia del mare”


al fasto di

“Signora del cuore”.







Il prodigio in un soffio


Ieri solo incantevoli ed appetibili fiori

pienamente appagati dal reciproco desiderio,


oggi, spinti dal Vento mano nella mano,

anche copiosi ed ormai inarrestabili frutti,


capaci di varcare limiti di spazio e di tempo

per fecondare in una sequela adimensionale:

è il mistero ed il prodigio dell’amore coniugale.







Il ramo dell’amore


Il ramo su cui cresce 

la rosa dell’amore


non è mai privo 

della spina del dolore.







Il suo sorriso

sorprende abbracciati

cielo e mare.









Il vero regalo


Ad altri dare

ciò che abbiamo

è poca cosa 

se un pò di noi 

non ci uniamo;

sino a farlo 

veramente se 

tutto noi elargiamo.


All’Altro, oggi 

il festeggiato,

e solo perché 

ci ha amato

tutta la propria 

vita donato,


che cosa siamo 

stati capaci 

di aver fatto

se non sempre 

questo suo dono 

contraccambiato,

perfino troppo 

spesso rifiutato?


Questo Natale 

ci attende per

averlo rimediato!







Il volo della Speranza 


Se prima il coraggio 

di staccarsi dalla roccia 

delle delusioni, 


dopo la gioia 

di volare verso il cielo 

della Speranza.







Imprigionarsi 

spinto dall’amore, 

lieto il cuore.








In attesa di 

Persona non oggetto 

mondo in festa.
 






In fondo al mare


Rifiutabile pensiero

la sfida di un nocchiero

mutare in fatalità

in mare un lieto galà.


Una crociera attesa,

da ben poco iniziata

e non ancora gustata,

alle lacrime arresa.


Tra altri una pargola 

da un vortice travolta

e tra la disperazione 

al nulla abbandonata.


Poi subito richiamata

e, candida, ritrovata

nelle tenebre la Luce

e nel silenzio la Voce.







Attori


In scena

tanti altri 


se nella vita 

solo se stessi.







Incanto fatale


Nel mare dell'anima
ti ho cercata,


nella tua leggiadria
segretamente bramata


e nella tua seduzione
infine amata.







Incertezza 


Perché amore

fa rima

con dolore?


La durata 

della fusione

o l’attesa

della decisione?







Infine scorsi,

tra foglie di banano,

il mar lontano.







Intelligibile riserbo


Tanto, anche se

guardi e non favelli,

nei tuoi occhi belli

leggonsi desideri,


bisogni e pensieri

che ogni donna,

seppur madre e sposa,

in cuor serba ancora.







Invocazione


Travolta dalle brume

del mar di Lombardia,

grida l’anima mia.

Se nel pelago niente

in ciel Qualcuno sente.


La procella muta e

Il cor di desir colma

Chi sa ben che con l’amor

ogni speranza torna.







Ipse dixit


la prova dell’autorità,

se da “essere finito” 

è soggetta al dubbio,


da “essere infinito” 

è sempre verità.







Ispirazione trova chi 

solitudine non rifiuta.







Ispirazione


O Musa creatrice, 

voli a viso coperto 

per non voler sapere 

nè dove mai andrai 

nè a chi ti donerai.


Qualcuno c’è sempre

che ansioso ti attende

per liberarsi ancora

da ogni complesso

e sogna l’amplesso.







Italia nostra,

anche in miniatura,

sei sempre bella.







L’amore è per sempre


Come pietra preziosa

mantiene il valore

al fluir delle ore,


cosi tutto il tuo amore

elargito dal cuore

al trascorrer degli anni

e nonostante gli affanni

costantemente non inganni.







La bellezza e il tempo


Nei deserti della vita 

una sorgente di bellezza 


che il trascorrere del tempo 

giammai scalfisce.







La felicità


se veglia nel timore 

di condividere con altri

un’amata che può farsi 

“parte a ognuno”,


riposa nella certezza 

di possedere per sé

un Amato che si dona 

“Tutto a tutti”.







La forza del concento


A ritrovare quella pecora,

caduta nel burrone dell’orrore,

c’è voluta tutta la costanza

di un pastore.


A richiamare quell’anima,

da troppo tempo ormai lontana,

è bastato il semplice suono

di una campana.








La forza di amare


O sguardo intenso e raggiante

che, con la stessa forza dominante

con cui scali le sommità del cielo,


verso gli anfratti squarci l’inaccessibile velo

del tuo più profondo e recondito intimo,

di sublimi e squisiti piaceri stracolmo,


nei suoi meandri concedimi di penetrare

fino a lasciarmi dolcemente abbandonare.







La gioia della Speranza


Se prima il coraggio

di liberarsi dal fardello

delle delusioni,


dopo la gioia

di scalare la vetta

della Speranza.







La luna


L’alba, 

che una gelida notte

faticosamente distende,


la fredda luna 

a rubar da un fumaiolo 

il calore sorprende.







Da quella Perla

le sacre spoglie volle

nota Signora.







Certezza


Il cuore resta

e Genova se ne va.


Ogni uomo di mare

lo ritroverà,


allorché la Superba

si riavvicinerà.








Cielo e mare

raro connubio tutto

da ammirare.








Ciò che l’occhio non vede


Il controluce descrive 

di un corpo le forme

con le sole ombre, 


l'immaginazione libera 

della fantasia i lampi

con tutti gli slanci.







Compimento


Ad ogni mira

d’Adam di ciascun figlio

il proprio ciglio:


quando non ama

quale arida rama

disastro sarà,


sol quando ama

quale ardente brama

astro diverrà.







Compiuta sfera,

di progresso avvolta,

fai mostra di te.







Consenso


Potrà il cielo tollerare

Il rifiuto di incontrare?


Un muro, ormai crollato,

l’abbraccio aveva negato.







Coraggio 


Potrà il mare tollerare

la paura di amare?


Un muro, ormai squarciato,

ogni speme aveva negato.







Creature


Tanto piccole,

ma per l’Immenso

solo uniche.







Da quel giorno


è terminata 

la barocca movenza

della umana mole

causa di decadenza,


è iniziata 

la nuova discendenza

dalla Immacolata 

fonte di rinascenza.







Dal terremoto

libera noi Signore,

di loro pietà.







Dedica


A te, o creatura,

che avendo visto

ricambiar sinora


tutto il tuo amor

con l’indifferenza,

la violenza talora,


hai a ragion paura

di amare ancora,

questa prece vola.







Dissidio


Di fatiche saturo, Amadeo

da sempre giudicato pacioso,

gettarmi tra le braccia di Morfeo

già degno del meritato riposo.


Altra pugna suscitò Marte,

sfidante a singolar tenzone,

lesto comparire da ogni parte

e deciso di me aver ragione.


Due anime e madrina la notte:

l’una sempre pronta a lottare,

l’altra facilmente rinunciare.


Al culmine della colluttazione,

sollevato dal talamo il telo,

il mio volto vidi incredulo.







Dissomiglianza


La natura

sa far sbocciare

i suoi gigli

sull’arenile più arido.


L’uomo

pretende far crescere

i suoi amori

in condizioni perfette.







Divina


Tanto più grande 

la sofferenza

per l’incompiuta brama,


quanto unico,

per creatura umana, 

il privilegio

di far delibare 

degli angeli la fama.







In attesa di

correre alla grotta

dolce la bocca







Dolor mi rende

attraversar la Storia

su tante guerre.







Donna e mare


Affascinante come il mare

che continua a mutare


finché non riposa

nell'amare.







Donna


è bastato aver abbassato lo sguardo

per essermi sentito sedotto nel corpo,

dopo aver ravvisato sulla tua gamba

un semplice gesto,


ma per aver sollevato lo sguardo

mi son ritrovato conquistato nell’anima,

dopo aver notato sul tuo volto

una profonda lacrima.







La natura fa crescere fiori



Lì tra rocce e fili spinati

dove un dì troppi soldati,

senza capirne le ragioni,


han dovuto abbandonare, 

spesso tra indicibili dolori, 

le loro vite ai primi albori










Due secoli già

e sol di madre amor

aleggia onor.







Étonnement


Un jour

un charmant sourire

dans un bistrot à Paris.


Aujourd’hui

un visage anéantis

par la cruelle folie.








Felicità ritrovata


Attraverso la purezza

dell’occhio di un bambino


e non l’opacità

di quello di un adulto


ritornare a vedere il mondo

è ritrovare la felicità.







Fiore di donna

genitrice unica

candida neve.







Fondamento


Sollecita cura e

continue premure

tanto per tempo edifica

uno sperato duraturo

perché solido maniero.


Vigorosa onda e

ben pochi attimi

tutto per sempre frana

solo profondo vuoto, ma

era sabbia, non roccia.








Fuochi di artificio


La festa è già finita e

casa mia un po’ lontana

quando i barbagli, inerti


nel tempo e nello spazio

non di certo per loro vizio,

voglion mostrarsi ancora.







Doglia non solo

presagisce il cielo

giubilo anno.








Giuramento


Un giorno, ormai assai lontano,

con tua meraviglia fosti chiamato

a presentarti dinanzi al Dovere

per giurare di essergli fedele.


Ignorando che fosse bifronte,

e dalla corporatura imponente,

da un lato raffigurava la Vita

e dall’altro palesemente la Morte.


Per riconoscerlo quale Assoluto

sguainasti la sciabola per saluto

ritenendo troppo essere armato

se l’uomo precede il soldato.


Uno tra tanti con le fragilità,

spesso preda della precarietà.

Seppure per paura del fato

si dà all’appetito dello svago.


E solo dopo esserti consolidato,

potesti tornare ad essere armato

finalmente abilitato a comandare

data prova di saperti assoggettare.







Grandezza è umiltà


Tante parole

per celare

se stesso

e l’albagia

di credersi primo.


Una Parola

per rivelare

l’Ignoto

e la semplicità

di farsi ultimo.







Grazia è modestia


Tanta modestia 

per un semplice sguardo all'ingiù 


quanta dolcezza 

per un leggiadro viso e ancor di più.







I pregi dell’età


La scala della vita

si sale con fatica.


Di gaudio è intrisa

se ne pregi la guisa.


Ad ogni gradino in più

maggior senno e virtù.







Il cielo in fondo al mare


Rifiutabile pensiero

l’assurda sfida di un nocchiero

trasmutare in appuntamento fatale

un festoso galà in mare.


Una vacanza tanto desiderata quanto preparata,

pochi attimi e in sconsolato pianto trasformata,

tra altri una tenera pargoletta da vortice inumano travolta

e tra urla di disperazione al nulla abbandonata.


Immantinente al suo agognato viaggio richiamata

e, mallevadrice la sua innocenza, ritrovata

nelle tenebre delle profondità la Luce

e nel silenzio degli abissi la Voce.







Il desiderio e il tempo


La nebbia di una certa età

non vela la concupiscenza,

anzi vede sposare con solidità

i desideri all’esperienza.


Non così in giovane età

se il diletto è divorato con rapidità,

ma chi tra questi il lontano apprezza

supera del piacere ogni limitatezza.







A chi proviene da lassù


O tanto attesa creatura

che tutti hai rallegrato

sin dal tuo primo apparire.

Acqua limpida e pura

discesa dal più alto cielo

ancor scevra da lordura

appena iniziato il sentiero.


In slancio di vero affetto

ti abbandoni senza timore

a chi senti essere perfetto

ad accoglierti con amore

essendo prossimo al mare

e, inutili argini e ripari,

al fine ultimo se dedicare.


Mirabile connubio

tra chi ha tutta la vita

per poter ringraziare

e chi, non limitato

nell’essersi donato,

non potrà mai essere







A guida fida

abbandonarsi convien

per certa meta.







A me il mare

Il “Patria e onore”

ad insegnare.







A mia nonna


Rivedo sì il suo volto fulgente

di madre mai divenuta anziana,

sempre degna di portare il nome

di nota martire siracusana,


adagio consumarsi alla fiamma

di una lunga vita giammmai stanca

e tutta dedicata allo sposo

assieme dei posteri allo stuolo,


primo nonchè nipote prediletto 

e nominato Laco per affetto.

Unico preziosissimo retaggio


intendere con gli occhi del cuore

ciò che è testè incomprensibile

a quelli della semplice ragione.







A mio figlio


Allora bambino,

nella ricercata solitudine,

e talvolta tacito e intimo dolore,

a Colui che parlava al tuo cuore

non hai saputo dare altro nome

se non quello di unico Amore.


Oggi uomo,

L’hai conservato con alacrità,

nondimeno tanto gelosamente,

fino a condividerlo con la tua metà

per incarnarlo congiuntamente

in splendida ed appagabile realtà.







A mio fratello


Rimembro il suo scarnito volto,

seduto immobile attendere,

era l’unica volta che vedea

mio padre voltarsi e piangere.


“L’ han chiamato Angelo, mi disse,

e dal tremito testé ho capito

che non vedremo il suo sorriso

né sentiremo il suo vagito.


Non conoscerà certo del recinto

l’ansia della clausura, dell’attesa 

il silenzio e del presagio l’angoscia,


ma correrà giubilante nel prato

solo dopo aver abbracciato chi

non conoscendolo l’ ha amato.”







A ricucire

l’abito strappato

un solo fiato.







A te attrai,

lanterna solitaria

e tanto chiara.







Alba


Getta le reti in mare,

audace pescator,


le ultime stelle

già tramontate son


di un nuovo mattino

al primo chiaro.







All’ignoto dal cuore


Creatura, assetata di conoscenza,

che dall’agibile varco dei sensi

accedi all’alveo del comprensibile,


apri il pertugio della benevolenza

e diverrà possibile abbeverarsi

al buio greto dell’incomprensibile.







All’ufficiale


Quel giro di bitta

che porti sui gradi

per la salute di chi

ti è stato assegnato

solo all’avvedutezza

ti ha obbligato.


Quella solitaria bitta

che giace sul molo

di aver abbandonato

chi a te si era affidato

per la tua sfrontatezza

ti ha rimproverato.







Alla mia consorte


Soffia un forte vento

sul far dell’ultima sera

scandendo il ritmo del tempo

che tutto tende a mutare,


sembra persino aver spento

quella grande e unica pira

per lunghi e svariati anni,

spesso tra tanti affanni,

costruita con l’unica mira.


Bensì sotto la cinigia

la fiamma arde ancora

come e più di allora

della rovente passione sì,


ma ora della tenerezza

e della consapevolezza

di doverla un dì lasciare

a chi, solo per puro amore,

la vita ha voluto donare.







Alla donna


O esile parte 

dell'immensa natura,

qual fior che sboccia 

a inizio primavera,


a chi ti maltratta,

perché non percepisce

che l’apice ne sei,

compassione e rigore;


a chi ti coglie,

perché si arrende

all’ente più avvincente,

tutto il tuo cuore.







Alla mia sposa


Dedicata con tutto l’ardore

alla sola che da quarant’anni 


divide meco, non senz’affanni,

la vita abitandone il cuore.







Alla volta di

aspirazioni alte

gioie vaste.







L’omero volti,

altera e decisa,

alle lusinghe.







Alzati e corri


Nel silenzio della rassegnazione

solo il pianto segue l’emozione

e per una grave perdita geme,

l’uomo vecchio teme.


Nella forza della convinzione

solo il grido la trasformazione

e per l’impossibile si acclama,

l’uomo nuovo ama.







Amare ancora


La paura di non frenare gli anni ad avanzare

gettato mi ha alla sfida di provare

ad avere ancora la capacità di amare


trascurando che, a detta di desiderata,

dirigerlo non convien alla persona sbagliata

perfetta solo per averla troppo idealizzata.


Se l’ardore prima tutto tende a velare

ci pensa il tempo poi puntualmente a svelare

e l’illusione quale delusione inevitabilmente a rivelare.


L’arduo quesito è se fu sprecato,

dopo averlo con tanta passione esercitato,

ma pentirsi giammai convien di avere amato.







Amore e Amicizia


L’uno inattesa procella

travolgente, violenta, bella.

Appassionante e abbondante 

pur se presagio di sofferenza

per quel poco che resta.


L’altra attesa pioggerella

tranquilla, rassicurante, snella.

Appagante perché costante

pur se bisognosa di sacrificio

per quel tanto che dura.







Animo triste

troppe parole vuote

e fuori piove.







Animo vago

il mare m’attende

e Venezia va.







Antitesi apparente


Sempre mi sarà 

di riflessione

La veridicità 

dell’equazione:


“Vox populi”, 

quando acclama

il primo dei trionfatori,


“Vox Dei”, 

quando condanna 

l’ultimo dei malfattori.







L’ Appuntamento


Dopo lungo e faticoso peregrinare

senza il duraturo amor poter trovare,

mai immaginato avrei che la mia Attraction

mi attendesse in una sala dell’Old Fashion

sulle note di I can’t get no satisfaction.


Da una graziosa e fior di donzella attirato,

per averla con il ditino e da lontano invitato,

ad accettar di danzare per nulla ha esitato

e per aver senza remore tanto scherzato

mi son dopo due anni ritrovato sposato.


Or se dopo trentanove son qui a constatare

di non aver mai la mia diletta cessato di amare,

pur nei perigli che la vita ci vede attraversare,

mi rendo certo che senza andarlo a cercare

quello fu proprio l’ appuntamento miliare.







Ardere o gelare


Come la legna 

in acqua se arde, 

ma in ghiaccio se gela 

la neve riduce,


così l’amante 

in incanto o in lacrime 

l’amata induce.







Arditi incursori


La notte di tale fatidico dì,

tra esplosioni e lampi altresì,

vedeva illuminato a giorno

il noto porto di reti adorno.


Siluri umani giunti dal largo,

superato permanente intralcio,

infine giungevano al bersaglio

dando inizio al loro sbaraglio.


Fu solo abnegazione di certi 

uomini, sicuramente speciali,

e ogni impossibilità sfumò.


Fu solo ardimento e al loro

coraggio e alla loro audacia

il nemico attonito s’inchinò.







Atteggiamento


Ogni rifiuto,

spesso a malincuore,

perde amore.


Ciascun consenso,

sovente volentieri,

trova piaceri.







A nuova vita

spesso l’audacia è

ponte solingo.







Auspicio


Vecchio scatto

a giovane ignota,

di esibirsi in atto

per vigorosa chiosa.


Sincero omaggio

ad auspicabile nota,

se nel caso il fato

ripresentarla osa.







L’autunno della vita


Dagli inequivocabili segni del tempo

la vita sembra destinata a terminare,

ma la natura stravolge ogni senso

e all’improvviso eccola a rigenerare.


Da ciò che è rigido, inattivo e spento

nuovo petalo morbido, vigoroso e lesto.

Se per non finire, è possibile mutare

al mio autunno primavera diventare.








Beate vivere:

prius intelligere,

postea sapere.








Bellezza è semplicità


Fuggevole bellezza, qualità sublime

di chi ancor non si conosce appieno,

essenziale come all’Essere si addice.


Il propizio a rifletterti a volte ti offre,

il capace a vederti per attimi ti coglie.


Quando il sinolo per portento appare

al dominio del divenir certo ti sottrae

e per l’assetato inesausto zampillare.







Bisogno di te


Luce e calore 

alla terra dal sole.


Nel buio della notte 

e nel freddo del cuore


solo la tua vicinanza 

e tutto il tuo amore.







Campo di grano

nel centro di Milano,

pane sicuro.








Carnem levare


All’astinenza

far precedere convien

ogni gaudenza.


A tal punto sfrenata

che, per non vergognarsi,

venga ben mascherata.







Vacui fantasmi

vedea dissolversi

all’orizzonte.







28 luglio 1962


Memorabile albore

padrino dell’ultimo addio

di forestieri augelli 

al proprio nido, assicurati

nell’essere stanziali,

poi, per nefasti eventi,

bollati migratori.


Amaro mattino

testimone di afflizione 

di fragili pulcini al distacco

da miseri, ma unici, balocchi

e di stormi spennati

in un macabro rituale

a cui un regime può arrivare.


Eterno meriggio

d’ansia stracolmo

per l’alternata paura

di non poter volare

e restare prigioniero,

beffa del destino,

in paese ormai nemico.


Sospirato tramonto

taumaturgo della serenità

di chi ha superato l’esame,

pronto ad aleggiare

e per sempre abbandonare

dei propri natali la donatrice,

del cuore ognor conquistatrice.


Indi lento allontanare

da quel lembo di terra 

su cui il genio di Alessandro,

di due secoli padrone,

sorgere fece delle città

l’Illustre dell’antichità.

Tutto sfuma e se ne va.


Sola, una materna Ausonia

tra i marosi resta a cullare 

per poi cedere a Morfeo

chi trascorso avea la giornata

che, a ragione, la più lunga

della propria vita

è stata decretata.







Un semplice gesto


Laddove amor vuol dir possesso

sacrificare osiamo troppo spesso

libertà altrui e felicità propria.


Quando è puro dono l’affetto

raggiungere vogliamo il perfetto

libertà propria e felicità altrui .







Un tesoro perduto


Una mesta sera l’ombra di un pargolo

indicava un punto preciso dell’angolo.

Più dal timore colto che dall’arcano

fui dall’avvicinarmi tenuto lontano.


Al messaggero ancor lì per spiegare

dopo un intero inverno ad aspettare

dinanzi al dissotterrato oscuro scrigno

di grandi monete colmo fino al ciglio,


un tempo certamente di alto valore

ed ora divenute ormai puro carbone,

alla domanda sulla sua significazione

rispose: “Null’altro era che il dolore”.







Un valido vincolo


Se per amare intendi prendere

ben presto la tua felicità

conoscerà il timore di perdere.


Quando l’amare lo fondi sul dare

per tempo la tua certezza

spegnerà l’ardore di cercare.







Una bambolina


Quando mostri il vestitino
di balze e ruches ornato,


perdipiù se accompagnato
da uno sguardo incantato,


il potere hai di rendere stregato
chi per caso ti ha guardato.







Una geometria dimenticata


Questa misteriosa forza

che ci spinge verso l’alterità

all’ansiosa ricerca della felicità.


Bussa alla porta di tutti

sia peccatori che santi. 

Mostra un volto effimero

o volendo imperituro.


Quando incontra chi

vede solo la creatura

con gli occhi del corpo,

un segmento: la cupidigia.


Quando incontra chi

vede anche il Creatore

con gli occhi del cuore,

un triangolo: l’amore.







Una nuova primavera


Come il fiore rinasce a primavera

per regalar la sua bellezza ancora,

così tu sposa fedele e madre ardente,


contro l’ineluttabile legge del tempo,

a ritornar bambina nel cuore aneli

per ricominciare a credere e ad amare.







Una porta si apre


Che resta?

La nostalgia, 

spesso il rimorso,

per un sorriso negato,

una carezza non fatta,

una parola non detta, 

un amore stroncato,

una amicizia perduta.


A che ci si appresta?

Alla speranza, 

più che al desiderio,

di un mondo sconosciuto

dove tutto è tenerezza.

Ora solo un sogno,

quando sarà vissuto

con la massima intensità

e fuori dal tempo,

diverrà realtà.






Una preziosa eredità


Un ricordo mi sorprende a lacrimare:

del “padre e maestro” un giovane figlio

in terra d’ Egitto destinato ad operare.


Unico corredo un inconfondibile sorriso,

preparazione e il vezzo delle mani sfregare,

auspicio certo di successo nel conquistare.


Più che il latino, dell’uomo e del cristiano

la formazione, propenso a dispensare

e con tanta dedizione alla vita forgiare.


Anche a quel tacito e ruvido adolescente

che ora, avvenuta la di lui dipartita,

lo sente presente nel testimoniare:


Il proprio dovere, pur nelle difficoltà,

sempre con tanto entusiasmo e gioia

è di sicuro sfolgorante accompagnare.







Una Sposa tutta d’oro


Mentre verso te mi appropinquavo,

il grido di meraviglia ancora udivo,

abbagliato anch’io dal fulgore

di un aureo corpo seduttore.


Gemella in virtù di somiglianza,

sempre rivale di quella Eterna,

solo del crociato la prepotenza

e dell’ottomano la scimitarra


violar poterono il tuo riserbo

e oggi, malgrado la tarda età,

sinora stupende le braccia mostri,


posandole sui bordi del Canale,

e unisci così due continenti

che mutar potresti in universi.







Una Stella prodigiosa


Oggi è il giorno 

del Bambino appena nato

che per essersi rivelato

da misteriosi Magi

è raggiunto e festeggiato.


Oggi è il giorno 

di chi ha trovato

perché ha cercato.


Di chi ha creduto

per non essere turbato.


Di chi ha seguito una Stella

per non restare nel buio.


Di chi ha iniziato un viaggio

non pensando al ritorno.


Di chi non torna immutato

perché profondamente cambiato.







Unicità di un fiore


Non avrà età,

se integro accettato


e rorido conservato,

il fior dell’amistà.







Unico dono

per anima e corpo

il grande volo.







 

 

 


Pagine secondarie (1): Traduzione del Prof. Maher Battuti
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